10° Convegno sulla lattazione e sull'allattamento al seno

In occasione del 10° Convegno internazionale sulla lattazione e sull'allattamento al seno di Medela che si è svolto a Varsavia questo weekend (17-18 aprile 2015), è stato ricordato a oltre 450 delegati provenienti da 48 Paesi diversi l'incommensurabile valore del latte materno per i neonati prematuri e per quelli nati a termine. La necessità di assicurare a tutti i neonati prematuri la possibilità di assumere latte materno ha riscosso un consenso generalizzato tra medici, nutrizionisti ed esperti di crescita.

L'assunzione di latte materno nei primi attimi di vita ha un'importanza fondamentale

La struttura di questi simposi, frutto di un'esperienza decennale, porta tutti, oratori e partecipanti, a dare e prendere il massimo dagli studi più recenti e dalle loro applicazioni nella pratica quotidiana. La prima serie di presentazioni sul tema "I componenti unici del latte materno" ha fornito un approfondimento affascinante sulla complessità del latte materno. La professoressa Donna Geddes e i suoi colleghi della University of Western Australia hanno indagato i meccanismi di controllo dell'appetito e il loro effetto sulla crescita e sulla composizione corporea del neonato allattato al seno. I risultati saranno di supporto ai medici e incentiveranno lo sviluppo di pratiche salutari per il neonato. Esistono prove evidenti del fatto che il primo ambiente di un neonato, incluso il grembo materno nel caso del feto, ha un effetto di "programmazione" che può influire sulla sua salute negli anni successivi.

Anna Cannon, dottoranda, ha dedicato gran parte della propria ricerca al controllo dell'appetito. Visto l'aumento dell'obesità infantile non si può ignorare il ruolo dell'allattamento al seno nel contrastare tale patologia. Per i neonati allattati con latte artificiale, infatti, il termine della poppata è dato dall'esaurimento del latte nella bottiglia. Quelli allattati al seno, invece, si alimentano in base al loro appetito grazie alla presenza di ormoni regolatori come la leptina. La ricerca sulla leptina e sugli altri ormoni regolatori dell'appetito è ancora agli inizi, ma ci sono buone ragioni per pensare che sarà possibile assistere a una riduzione del numero di bambini di età inferiore ai 5 anni affetti da obesità. Al momento, tale numero si attesta attorno ai 42 milioni. (OMS, 2015).

La scoperta di cellule staminali nel latte materno continua ad attirare grande attenzione. Gli studi condotti sulle proprietà e sul potenziale di queste cellule dalla dott.ssa Foteini Hassiotou sono all'avanguardia nella ricerca scientifica moderna. Da esperimenti condotti su topi risulta che è possibile trovare cellule staminali del latte materno nel fegato, nel pancreas, nei reni, nella milza, nel timo e, secondo studi recenti, anche nel cervello. Inoltre, la dott.ssa Foteini ha citato studi dai quali risulta che l'allattamento al seno riduce del 32% l'incidenza di alcune forme di tumori mammari. Dalla ricerca emerge che, durante il periodo di allattamento al seno, il numero di determinate cellule staminali nel seno è ridotto. L'ipotesi è che la riduzione dei tumori mammari possa essere correlata alla riduzione di queste cellule staminali. La dottoressa Foteini ha inoltre chiarito i risultati di studi recenti, che dimostrano la presenza nel latte materno di enormi quantità di "microRNA", molecole che controllano la funzionalità dei geni. Per chiarire l'importanza di questa nuova scoperta e il ruolo di queste nuove molecole nei neonati saranno tuttavia necessarie ulteriori ricerche.

Una seconda serie di presentazioni, dal titolo “Consigli pratici dalla ricerca”, ha indagato come avvalersi delle scoperte teoriche nella pratica e come colmare il divario tra teoria e pratica. La promozione dell'alimentazione con latte materno presso le UTIN in Polonia è una delle priorità della prof.ssa Maria Wilińska. Sono state pubblicate dodici linee guida comprendenti programmi di formazione del personale ospedaliero, regole per la gestione del latte estratto e principi per un uso razionale del latte artificiale negli ospedali. Questa iniziativa, tesa a promuovere l'allattamento esclusivo al seno, ha preso il via tre anni fa. Parallelamente è stata inoltre creata una banca del latte. Il risultato congiunto di queste due iniziative ha visto una riduzione del 63% del consumo di antibiotici e del 65% dell'uso di latte artificiale. Si è registrata anche una riduzione significativa dell'incidenza della NEC.

La prof.ssa Cindy Lee Dennis è convinta che le iniziative per promuovere l'allattamento esclusivo al seno (EBF, Exclusive Breastfeeding) possano avere un impatto significativo sulla riduzione della mortalità neonatale legata a malnutrizione. Le carenze del sistema socioculturale e sanitario continuano a ostacolare la diffusione dell'EBF. Tuttavia, si tratta di una situazione che può essere modificata grazie all'azione sinergica del sistema sanitario, della comunità e della politica. I confronti diretti tra madri e le campagne di social marketing possono influenzare la diffusione dell'EBF a livello comunitario.

La capacità dei genitori di prendersi cura del proprio neonato è uno degli elementi che condizionano il suo futuro. Il professor Matthias Kellerha sottolineato l'importanza dell'assistenza familiare integrata nelle UTIN e ha presentato il suo programma NeoPAss, che coinvolge i genitori come membri attivi in ospedale. Le UTIN si trovano ad affrontare numerose difficoltà, come variazioni della pratica clinica, mancanza di coordinamento e comunicazioni contraddittorie. Il programma del professor Keller consente al personale delle UTIN di aiutare i genitori ad assistere in prima persona il proprio neonato, agendo da vere e proprie guide e fornendo loro elenchi e documenti utili. I risultati sono incoraggianti: le degenze risultano più brevi ed è in aumento il numero di bambini allattati al seno già al momento delle dimissioni.

L'ultimo blocco di presentazioni ha preso in esame l'Importanza del latte materno nelle UTIN, condividendo deduzioni tratte dalla pratica. Il professor Christoph Fusch ha esposto la ricerca alla quale sta lavorando, incentrata sul rafforzamento personalizzato e mirato del latte che, se condotto in modo corretto, è in grado di garantire il soddisfacimento di tutte le esigenze nutrizionali di un bambino prematuro. Il latte materno non è un prodotto standard e non può quindi essere trattato come tale. La tecnica che il professor Fusch sta studiando prevede un'analisi costante della composizione del latte materno prendendo in considerazione tutti e tre i principali gruppi di sostanze nutritive (carboidrati, proteine e grassi) e non solo le proteine. È tuttavia necessario lavorare ancora al perfezionamento degli strumenti di analisi e all'individuazione di una composizione "ideale" del latte.

La prof.ssa Dianne Spatz ha descritto il Programma per il personale infermieristico sull'allattamento al seno, che fornisce al personale un supporto pratico per l'allattamento, da adottare regolarmente nella routine ospedaliera. Il suo "Programma in dieci passi" per promuovere e proteggere l'allattamento al seno dei bambini più vulnerabili aiuta invece a informare e preparare i genitori di neonati ricoverati nelle UTIN sull'importanza del latte materno e sul suo ruolo nel trattamento medico. Questi due programmi hanno già determinato un sensibile aumento dell'allattamento al seno al momento delle dimissioni negli Stati Uniti, e il "Programma in dieci passi" è ora in fase di attuazione nelle UTIN di tutto il mondo.

In Giappone è vietato il latte artificiale nelle UTIN. Seguendo quest'esempio, gli ospedali in Canada stanno lavorando a politiche per incoraggiare l'uso esclusivo del latte materno. Il Prof Shoo Lee ha illustrato gli esiti di questa iniziativa, che nelle UTIN canadesi ha già comportato una riduzione della NEC dal 6 al 2,5%. Anche l'introduzione dell'assistenza familiare integrata, che delega ai genitori, sotto la guida del personale infermieristico, l'assistenza dei neonati in ospedale, ha prodotto risultati positivi, con un aumento del peso dei neonati e una maggiore soddisfazione dei genitori e dello staff. La visione della famiglia come un'unità di cura e assistenza potrebbe e dovrebbe essere estesa anche ai genitori dei bambini non ricoverati nelle UTIN.

 

Contatti

Martin Elbel, Medela AG, Responsabile Corporate Communications
martin.elbel@medela.ch, telefono +41 41 769 54 37 (ufficio), +41 79 881 78 28 (cellulare)

Informazioni su Medela

Azienda fondata nel 1961 da Olle Larsson con sede in Svizzera, Medela è oggi guidata dal figlio Michael Larsson. Medela si concentra su due unità aziendali: "Allattamento al seno", la divisione leader nello sviluppo e nella produzione di prodotti per l'allattamento al seno, e "Assistenza sanitaria" che progetta e produce soluzioni tecnologiche altamente innovative di vuoto medicale. Medela conduce attività di ricerca di base in collaborazione con i principali scienziati, professionisti medici e università e utilizza i risultati di tali ricerche nello sviluppo dei propri prodotti. Medela conta 18 filiali in Europa, Nord America e Asia e, in collaborazione con partner indipendenti, distribuisce i propri prodotti in oltre 90 paesi. Medela impiega oltre 1.500 persone in tutto il mondo, 330 delle quali nel Canton Zugo, in Svizzera. www.medela.com